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Matera ha vinto per come è, non per dove sta

La rubrica di Luciano Petrullo

Luciano Petrullo Luciano Petrullo

Sono contento che Matera sia stata eletta capitale della cultura europea per un anno che arriverà fra un po’. Credo che i materani debbano giustamente esserne orgogliosi. Gli altri, dai potentini in poi, non ritengo debbano esserne orgogliosi, ma soltanto applaudire. La lucanità non c’entra niente. Matera ha vinto per come è, non per dove sta. Matera, del resto, è una realtà da decenni avanti a quella potentina, e un passo più in là della realtà regionale. Che a Matera esista più iniziativa che a Potenza è testimoniato da mille cose, così come il fatto che un gioiello come Matera stia nelle mani della politica lucana è qualcosa di ingiusto e preoccupante. Mani ruvide, lontane mille miglia da un concetto pur generale di cultura, mani buone per altro, brave a creare filiere, consenso, sudditanza, quei prodotti proprio di un territorio basato sulla sottocultura. Talchè Matera capitale della cultura potrebbe diventare il momento del riscatto generale di una popolazione asservita completamente al potere politico. Anche se la speculazione petrolifera potrebbe avere avuto un senso nella vicenda, chissà; anche se gli investimenti che arriveranno passeranno per quelle mani che finora hanno dissipato senza seminare niente, se non il seme del consenso asservito. Nonostante tutto questo è un’occasione per tutti i lucani. Questo sì. Onore alla città di Matera la cui bellezza è struggente e facciamo in modo che il titolo di città capitale della cultura non rimanga un’isola nella generale ignoranza.

Sab, 18/10/2014 - 10:02
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