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Dissesto, arresti e forza Potenza

La rubrica di Luciano Petrullo

Luciano Petrullo Luciano Petrullo

Ma se la situazione finanziaria del Comune era così grave, perché per anni, per esempio, l’uso delle scale mobili è stato gratuito? E sì che farle funzionare deve costare un occhio della testa. Un buon padre di famiglia, come usa dire, non le avrebbe mai rese gratuite. E allora perché? Oggi può ben dirsi che è stata una scelta scellerata, anche se a conti fatti non avrebbe risolto tutti i problemi. Ma se la maniera di comportarsi è stata questa, non bisogna meravigliarsi se le cose stanno andando a rotoli e anche al galoppo. Al San Carlo dopo un anno circa dalla morte di una povera paziente la giustizia sferra un assalto roboante e arresta tre medici. E dire che un fascicolo era aperto, e da mesi. Il direttore generale si dimette e il reparto, praticamente, chiude. Potremmo affermare che l’era Maruggi finisce col botto. Una sintesi degna del momento generale potrebbe essere un classico “chi ci capisce niente”. Tornando al Comune, pare che la Regione abbia foraggiato il capoluogo con una messe di milioni di euro. Il bello è che non sono serviti per pagare i debiti e non sono serviti per servire meglio la città. A cosa siano serviti, se non a far spegnere il cerino in mano a un integerrimo De Luca, non si saprà mai. Eppure sarebbe interessante verificare ogni piccola spesa, quantomeno per capire come non si dovrà mai più gestire Potenza, questo basterebbe e avanzerebbe. Sento dire che col dissesto Santarsiero decadrebbe da consigliere regionale; chissà, qualcuno si sta già fregando le mani tifando per il dissesto, e parlo di qualcuno delle sue stesse parti, of course. In Basilicata, del resto, siamo abituati all’un contro l’altro armati, salvo periodiche e transitorie intese fra pochi e contro altri. Nel PD si stanno facendo i conti e sembra proprio che sia finita una stagione e ne stia cominciando un’altra, che, però, sembra buia come quella precedente. Le mense non partono ma, udite udite, il Potenza è primo in classifica, cosa che non accadeva da troppo tempo. Ora la domanda è la seguente: basterà un successo sportivo, fra i dilettanti, a riscattare una situazione grigia, paludosa e senza speranza? Pare di no, ma facciamo finta di crederci lo stesso; proviamo a credere che da un successo, seppur solo sportivo, possa rinascere una comunità sotto auspici diversi e soprattutto con una responsabilità collettiva diversa. Illusione? Sicuramente sì, ma più nero della notte non può mai essere, e dopo una nottata c’è sempre un’alba, e nanì nanera gnegnegnè. E con queste splendide frasi da quasi-statista, da politico in carriera, da uomo cultura di una Basilicata colta e capitale, mi è gradito porgere a tutti i gentili lettori gli auspici di un buon fine settimana.

Ven, 24/10/2014 - 16:36
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