Facebook |  Staff |  Contatti  |  Sostienici  |  Pubblicità su questo sito  |  Ultimo aggiornamento: Dom, 25/06/2017 - 18:26
sei qui: Home > Politica > Nuove Province: vecchie lotte di potere e spartizioni

Politica Basilicata

elezioni

Nuove Province: vecchie lotte di potere e spartizioni

Giannizzari (M5S): "Non prendiamo parte a questi giochi"

di Redazione Basilicata24

Savino Giannizzari Savino Giannizzari

“Quando nell’aprile del 2014 il disegno di legge Delrio fu approvato alla Camera, la propaganda governativa si affrettò a parlare senza mezzi termini di abolizione delle Province. Ma a guardare quello che a Potenza e Matera stanno scatenando, in seno ai partiti, le prossime elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali, con le liste decise attraverso le solite logiche spartitorie, lotte intestine e accordi più o meno espliciti tra le varie forze in campo, la sensazione è che le cose siano andate in ben altro modo. Appare chiaro che ci sia ancora qualcosa di piuttosto importante in ballo, per enti che sulla carta dovevano essere superati o nella migliore delle ipotesi riorganizzati, ma che evidentemente fanno ancora gola sotto molti punti di vista. Poco o nulla appare cambiato rispetto al passato, e allora, lo ribadiamo, il Movimento Cinque Stelle a questi giochi continuerà a non prendere parte”. Il portavoce al Comune di Potenza del M5S, Savino Giannizzari, spiega così la sua posizione in merito alle consultazioni che all’inizio del 2016 chiameranno alle urne gli amministratori locali per i nuovi consigli provinciali. “E anche nel fatto - sottolinea - che saranno sindaci, assessori e consiglieri comunali a nominare i consiglieri delle nuove Province, tagliando fuori i cittadini dalla possibilità di partecipare, sta il difetto di una riorganizzazione che, così come è stata realizzata, non ci ha mai visto d’accordo”. “Si tratta sostanzialmente di elezioni interne ai partiti - fa notare ancora Giannizzari - che eleggono organi che faranno capo ai partiti stessi. Continuando nel segno delle norme e delle “buone” riforme calate dall’alto, ultima quella costituzionale disinnescata dal no al referendum, che in questi anni il governo Renzi ha portato avanti in barba alla volontà popolare”.

Mar, 20/12/2016 - 13:11
Stampa