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Ambiente Basilicata

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Stazione elettrica a Oppido, intervenga la magistratura

"Blocco immediato dei lavori affinché venga ripristinata la legalità"

di Redazione Basilicata24

Veduta di Oppido Lucano Veduta di Oppido Lucano

Il caso Oppido: emblematico esempio dell’operato degli amministratori e dei tecnici regionali e locali In precedenti articoli, denunciavo la devastazione del territorio di Oppido Lucano e della Basilicata con parchi eolici selvaggi, Stazioni Terna, 

sotto-stazioni ed elettrodotti, senza alcun coinvolgimento delle Comunità locali. A distanza di due mesi, dopo diverse occasioni informative, svolte da un Comitato spontaneo di cittadini di Oppido, a difesa dell’ambiente e del paesaggio dell’Alto Bradano, la Sindaca, sollecitata dall’Opposizione e dopo anni di silenzio, ha convocato un Consiglio Comunale, in sessione straordinaria e seduta pubblica aperta per chiarire la questione. In merito, però, agli interventi dei cittadini, ha previsto l’audio registrazione, preceduta dalla sottoscrizione di apposita dichiarazione di consenso ai sensi del D. Lgs. 196/2003. Il provvedimento, secondo la prospettiva della Sindaca, aveva l’obiettivo di tutelare i cittadini, tuttavia, non essendo stato mai utilizzato prima, è apparso piuttosto come un atto intimidatorio e pertanto, si è soprasseduto alla sottoscrizione, procedendo solo all’audio registrazione. Puntualmente, è ritornato alla mente dei presenti George Orwell. Il controllo totale, evocato nel romanzo “1984”, è più attuale che mai, il Grande Fratello deve sempre impedire il libero pensiero critico, individuale e divergente! La Sindaca ha ricostruito l’iter procedurale delle Autorizzazioni Uniche regionali, precisando l’irrilevanza dei propri pareri e silenzi nelle procedure, in quanto considerati a norma di legge non vincolanti. Per il primo cittadino, quindi, il fatto di non aver coinvolto il popolo, a tempo debito, a tutt’oggi, non rappresenta un problema. La Sindaca, poi, per dissipare tutte le preoccupazioni dei cittadini, relativamente agli ipotetici danni ambientali e sulla salute, provocati dalla Stazione Terna e dagli elettrodotti, ha ben pensato di far intervenire un esperto, l’Ing. Michele Grieco, “casualmente” contattato e progettista della costruenda Stazione Terna, a “San Francesco”, l’unico Borgo rurale abitato, presente nel territorio di Oppido. All’ auto-presentazione dell’Ingegnere, è seguita una forte indignazione dei Consiglieri dell’Opposizione e di alcuni cittadini, che hanno lamentato la parzialità e osservato: “Marchionne potrebbe mai parlar male di un’automobile Fiat?” L’Ing. ha rassicurato i cittadini, sostenendo che stazioni tipo quella in costruzione sono presenti a Roma in palazzi civili. Si è altresì appellato al campo magnetico terrestre per dimostrare la non pericolosità degli effetti dell’elettromagnetismo sulla salute umana, omettendo, però, di precisare che il campo magnetico terreste è statico, mentre quello elettromagnetico è dinamico e, quindi, con effetti diversi. Ha persino richiamato l’uso dei telefonini, che come sappiamo nessuno ci impone, a differenza delle sue opere. La mancanza di neutralità dell’intervenuto ha, inoltre, offeso il Comitato, il quale per informare correttamente la popolazione, in precedenza, aveva invitato un altro Ingegnere, esperto dell’Associazione VAS. L’Ingegnere, con obiettiva e onesta professionalità, aveva messo in luce sia gli aspetti giustificativi dei limiti operativi delle amministrazioni locali, sia le inconfutabili anomalie procedurali contenute nella autorizzazione unica regionale (D.D. n.279 del 2013). Infatti, in questo provvedimento, le quattro stazioni Terna e i relativi elettrodotti, sovradimensionati rispetto ad un parco eolico di soli 20 MW, evidenziavano palesemente la loro natura industriale e di conseguenza necessitavano di varianti urbanistiche delle aree agricole interessate. Inoltre, non potevano essere considerate connesse con la sola menzione, ma andavano anche computate. Naturalmente, l’Amministrazione ha recepito solo le considerazioni a proprio favore! Tuttavia, ad un’analisi più attenta, dobbiamo ammettere che la Sindaca non poteva scegliere miglior esperto. Infatti, l’Ingegner Grieco, per conto della Pietragalla Eolico S.r.l., nella propria relazione tecnica del Progetto definitivo della Stazione, in data Luglio 2011, a pag. 2 ” Ubicazione e accessi”, così giustifica il posizionamento della Stazione: ” soprattutto per la mancanza di qualsiasi tipo di infrastruttura residenziale in genere, come si evince dai disegni allegati”. Condizione riconfermata al punto 7 della relazione sui campi elettromagnetici dove è precisato “ la stazione è lontana da centri abitati”. Anche la Geotech S.R.L. di Morbegno (SO), nella relazione geologica al punto 5.2 (Geomorfologia dell’area) così descrive i luoghi: “Sono monotone distese di campagne senza alberi, interrotte solo qua e là da ristretti riquadri coltivati, per lo più ad oliveti. La fisionomia del paesaggio si completa con la scarsità di sedi umane frazionate o isolate e con l’accentramento dei centri abitati sulle sommità dei rilievi ( Oppido, Irsina,Tolve, Genzano)”. Che tristezza la descrizione del nostro meraviglioso paesaggio e della nostra area più fertile, come si permettono? A questo punto è legittimo chiedersi: l’Ingegner Grieco ha mai fatto un sopralluogo in contrada San Francesco? Gli Uffici tecnici regionali e comunali, la nostra Sindaca hanno mai letto le relazioni? I residenti di San Francesco sono invisibili? Perché a sollevare dubbi devono essere i cittadini attivi e non gli organi deputati a difendere gli interessi delle Comunità locali e regionali? Quanto ad alcuni giovani Consiglieri della maggioranza, si sono comportati come i politici di un tempo, richiamando questioni di 20 anni prima del tutto fuori luogo. A supportarli è stata la Sindaca che, invece di trovare soluzioni, ha analizzato scorrettamente la genesi della fastidiosa protesta popolare, omettendo i soprusi e gli abusi subiti dai propri cittadini. Nel leggere il deliberato, ha ribadito la posizione di estraneità del Comune alle procedure e ha comunicato che, solo per scrupolo, ha inviato gli atti alla Procura. Quanto al futuro, abbiamo scoperto che il nostro territorio da rurale subirà una metamorfosi industriale. Anche questo è stato deciso senza alcun coinvolgimento popolare! Allora, qual è l’indirizzo politico delle Amministrazioni comunale e regionale? Perché la Sindaca il 29 luglio 2016, ha indossato la maglietta gialla della Coldiretti? Perché, costruire l’ennesima zona industriale?(vedasi l’area abbandonata di Irsina a pochi chilometri di distanza). Perché non si punta su uno sviluppo del territorio che rilanci le attività sostenibili e in armonia con la vocazione territoriale? Agricoltura biologica, filiere corte di prodotti di qualità, agriturismi di eccellenza, sentieri archeo-naturalistici? C’era tutto nel programma dell’attuale Amministrazione, ma questo cambiamento di rotta ci confonde davvero! Abbiamo una sola speranza che dopo tutte le segnalazioni presentate alle autorità competenti, la Magistratura intervenga urgentemente con un blocco immediato e preventivo dei lavori in corso, affinché venga semplicemente ripristinata la legalità e la tutela dei valori costituzionali, mai come adesso richiamati dalla maggioranza del Popolo italiano! Porzia Fidanza

Mer, 07/12/2016 - 12:05
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