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Interventi e commenti Basilicata

pubblica amministrazione

Precari Regione Basilicata, la vicenda
si tinge di giallo

"Sempre più chiare le anomalie circa la strada che l’Ente persegue"

di Redazione Basilicata24

Precari Regione Basilicata, la vicenda <br>si tinge di giallo

La vicenda dei precari della Basilicata addetti alla assistenza tecnica sui Fondi Europei si tinge sempre più di giallo. USB è costretta a denunciare tutto quanto accade dal momento che non è possibile esprimere le proprie opinioni a tavoli istituzionali fra Amministrazione e sigle sindacali concertative, pur avendo iscritti fra i precari. USB (pur discriminata e tenuta fuori dai tavoli) difenderà sempre e comunque i lavoratori e soprattutto l’immenso panorama dei precari che è presente all’interno della Regione Basilicata. E’ dal mese di maggio del 2016 che abbiamo iniziato una nutrita corrispondenza con l’Amministrazione Regione e non abbiamo mai ricevuto risposta in merito alle numerose segnalazioni fatte ed inviti rivolti a riflettere sul percorso dei precari addetti alla gestione dei Fondi europei. La vicenda che stiamo approfondendo si manifesta sempre più chiara e mette in risalto le anomalie circa la strada che l’Ente Regione persegue: quello della esternalizzazione a privati dei servizi che ora da più di dieci anni vengono gestiti da personale (circa 160 unità) che ormai hanno acquisito una professionalità ed una specializzazione che non può essere gettata alle ortiche. Oltre al fatto che non si può mettere fuori dal mondo del lavoro persone che ormai prestano la loro opera da moltissimi anni e che hanno famiglie alle spalle. USB da molti mesi ha invitato la Regione Basilicata a riflettere sul percorso intrapreso con il bando di gara ed ha richiesto numerosi incontri al fine di trovare una soluzione condivisa. L’assenza assordante della politica e del Presidente della Giunta Regionale è inspiegabile e ci troviamo costretti ad attenzionare tutti gli Organi Istituzionali competenti al fine di tutelare i lavoratori. La regione Basilicata decide di dare lo stop alle Co.Co.Co. Anzi no: solo ad alcune. Infatti in tutta la vicenda ci sono anche aspetti particolari ed uno di questi riguarda quella nota come “Capacity building” (approvata con Determinazione Dirigenziale N. 12°2.2014/D.00042 dell’8 agosto 2014), che genera perplessità, soprattutto per alcune incongruenze che in essa traspaiono. Una delle giustificazioni utilizzate “a posteriori” per giustificare il ricorso all’esternalizzazione dei servizi di Assistenza tecnica ai programmi operativi regionali del periodo 2014-2020 è stata, tra le altre, quella dell’impossibilità per le pubbliche amministrazioni, introdotta dal D. lgo n. 81 del 15 giugno 2015 (jobs act), di procedere alla stipula di nuovi contratti flessibili successivamente al 31 dicembre 2016. Peccato che, parallelamente, la stessa regione abbia avviato altre procedure finalizzate al conferimento di incarichi di tipo Co.Co.Co. Innanzitutto, è strano che una procedura nata per << il conferimento di n. 8 incarichi>>: (n. 1 esperto nella programmazione e monitoraggio delle politiche per lo sviluppo locale; n. 1 esperto nella ricerca, nella progettazione e gestione di finanziamenti a carattere nazionale ed europeo; n. 1esperto nella finanza e nella contabilità pubblica; n. 1 esperto nel settore turistico e culturale; n. 1 esperto nel settore delle politiche sociali; n. 1espertonel settore dell’energia e dell’ambiente; n. 1 esperto nel settore degli studi e delle analisi applicate all’economia esperto nel settore giuridico-amministrativo) , uno per ciascuno degli otto ambiti definiti nei “considerando” della medesima Determinazione, stia dando luogo ad uno scorrimento progressivo delle graduatorie, senza che tale possibilità sia stata considerata, né tra i considerando, né nel dispositivo finale della D.D. di cui sopra. E’ altrettanto strano, poi, che i profili professionali coerenti con gli otto ambiti di cui sopra, definiti esclusivamente in relazione al P. O. FESR e ad altri programmi finanziati con il Fondo di Sviluppo e Coesione, possano trovare collocazione nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Basilicata 2014-2020, finanziato con il FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Però è ciò che è avvenuto e sta avvenendo. Almeno 5 risorse professionali, infatti, sono state contrattualizzate sul PSR e solo una di queste ha un profilo curriculare idoneo a giustificarne l’impiego nell’ambito del FEASR. E’ evidente l’intenzione della regione, da una parte di liberarsi degli ingombranti precari storici, dall’altra di creare nuovo precariato su due livelli: uno interno alla regione, fatto di risorse privilegiate contrattualizzate direttamente; l’altro esterno alla regione, composto dalle risorse contrattualizzate dalle sopra richiamate società aggiudicatrici dell’appalto di cui alla DGR 1649 del 15 dicembre 2015. Peccato che anche questo nuovo precariato sia destinato a finire presto, quando non ci saranno più le risorse dell’assistenza tecnica dei programmi operativi 2014-2020, ben prima del 31 dicembre 2023, data prevista pe la chiusura dei suddetti programmi. Non sarebbe meglio, più giusto e più corretto, procedere alla stabilizzazione dei precari storici così come prevede il Decreto Madia?

 

Francesco Castelgrande coordinatore Usb, Paolo Baffari componente Rsu

Lun, 19/06/2017 - 11:27
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