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Interventi e commenti Basilicata

la beffa

Eni da' i soldi alla Regione e poi se li riprende attraverso la Fondazione Mattei

"Una partita di giro e qualche 'assunzione' e il gioco è fatto"

di Redazione Basilicata24

Eni da' i soldi alla Regione e poi se li riprende attraverso la Fondazione Mattei

La partita di giro che ‘beffa’ i Lucani: 480.000 euro da Eni alla Regione Basilicata tornano ad Eni tramite la Fondazione Mattei. L’Eni dà soldi alla Regione Basilicata e poi se li riprende tramite la Fondazione Mattei. Questo è in sintesi quanto è emerso dalla risposta dell’Assessore Pietrantuono alla nostra interrogazione sul progetto delle azioni di comunicazione previste dagli Accordi del 1999. Dopo lo scandalo del numero di telefono dell’Osservatorio ambientale della Val d’Agri intestato all’Eni, pensavamo di aver visto tutto. Invece, le strane ‘relazioni’ tra la Regione Basilicata e la società petrolifera non finiscono mai di stupirci. Parliamo di 480.000 euro che l’Eni deve dare alla Regione Basilicata per la realizzazione di un vero e proprio piano di comunicazione delle attività di compensazione ambientale e delle azioni e degli interventi con i relativi risultati prodotti. Prima, questo programma era in capo al Dipartimento programmazione e finanze. Con la D.G.R. 1221 del 26 ottobre 2016, il soggetto attuatore diventa la Fondazione Mattei. In pratica si tratta di una partita di giro: Eni-Regione Basilicata-Fondazione Mattei, ovvero Eni. L’Assessore giustifica tutto dicendo che l’attuazione del programma di comunicazione verrà garantito in via prioritaria dagli addetti che operano presso l'Ufficio Comunicazione dell'Ufficio Stampa e che, però, il soggetto attuatore è individuato nella Fondazione perché ha “una struttura in possesso di dotazioni adeguate a garantire un'efficace acquisizione delle informazioni necessarie alla realizzazione”. Le solite ‘balle’ per mascherare assunzioni di collaboratori. Infatti, è esplicitamente previsto che la Fondazione potrà avvalersi di consulenze e di collaborazioni esterne per il "supporto operativo". Ma la Fondazione non è il soggetto attuatore perchè ha la dotazione adeguata ad acquisire le informazioni? La verità è che la Regione ‘restituisce’ i soldi all’Eni per il tramite della Fondazione e l’Eni ‘ricambia’ il favore assumendo qualche collaboratore che non può essere assunto per i vincoli legislativi in materia di co.co.co. Siamo di fronte alle solite prassi vergognose dell’era Pittella che si fanno beffa del diritto all’informazione doverosa e imparziale sulla situazione dell’ambiente in Val d’Agri. A quando un Governo che tuteli tutti i cittadini e non solo gli amici? A quando un Governo che faccia dell’ambiente e della salute le sue priorità? Purtroppo, dobbiamo constatare che se ne riparlerà alla fine della consiliatura.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Mar, 20/06/2017 - 10:38
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