Facebook |  Staff |  Contatti  |  Sostienici  |  Pubblicità su questo sito  |  Ultimo aggiornamento: Mar, 27/06/2017 - 20:46
sei qui: Home > L'opinione > Interventi e commenti > In Basilicata 'violentato' il fiume Frido

Interventi e commenti Basilicata

ambiente svenduto

In Basilicata 'violentato' il fiume Frido

Il Parco Nazionale del Pollino autorizza la costruzione di una centralina idroelettrica sul corso del fiume

di Redazione Basilicata24

In Basilicata 'violentato' il fiume Frido

Se ci voleva una prova del come oggi sono gestiti i nostri Parchi Nazionali, ormai sempre visti come risorse o “industrie” procacciatrici di posti di lavoro e di turismo, ovvero per finalità a mero scopo commerciale ed a totale danno del patrimonio naturalistico che in quanto “Parchi” essi avrebbero la mission di tutelare, oggi ne abbiamo l’ennesima: per combattere il surriscaldamento globale, le cui origini antropiche sono estremamente discutibili (ma di cui, non a caso, sono convinti gli appaltatori dei progetti da fonti rinnovabili ed i loro sponsor politici!), anche il Parco Nazionale del Pollino ha autorizzato la costruzione di una centralina idroelettrica sul corso del fiume (o torrente) Frido, tra i Comuni di Viggianello, San Severino Lucano e Chiaromonte, in Basilicata, nei limiti del Parco Nazionale e, quel che è più grave, nella sua Zona 1 a maggiore tutela! Quello che andava conservato era il patrimonio ambientale e naturalistico che il Frido rappresenta; invece si è preferito mercificarlo per una finalità “ecologica”: la produzione di energia pulita da parte delle sue acque! Quelle acque che sì, PRIMA erano ecologiche, pure, ed integre le sue sponde in uno scenario naturalisticamente altrettanto integro. PRIMA! Oggi è solo mero sfruttamento ecologico! Eppure anche il Parco Nazionale ha dato il suo assenso, né più né meno di quello che avrebbero un tempo fatto la Cassa per il Mezzogiorno o le Comunità Montane, quando per contrastare simili opere TUTTE le organizzazioni ambientaliste dell’epoca (quando erano meno soggette o assoggettate alla politica!) si sarebbero opposte e avrebbero (come si fece allora) chiesto la creazione di un Parco Nazionale per tutelare il fiume. Oggi il Parco Nazionale c’è, ma non è servito a nulla: messo in mano ai politici ha perso la sua funzione originaria ed ideale e si è trasformato in una “Cassa per il Mezzogiorno” o in una “Comunità Montana” qualsiasi! D’altronde, non è una novità che ex politici ed ex Presidenti di Comunità montane si siano trasformati in Presidenti di Parchi Nazionali (il Parco Nazionale d’Abruzzo docet!). Resta il fatto SCANDALOSO che la valle del Torrente Frido sia stata stravolta da una enorme strada che lo bordeggia e quasi lo ricopre al fine di realizzare la centrale idroelettrica: un’opera a parole ritenuta “ecologica”, ma che è un vero e proprio scempio ambientale, come lo saranno le opere che seguiranno! Non si sa a quanto servano oggi le proteste tardive, a lavori ampiamente iniziati, ma ci si augura che qualche autorità si muova per impedire che lo scempio si completi e che anche questo nostro angolo di “grande bellezza” vada perduto per sempre. Perché prima che le fonti alternative, è la bellezza naturale ad essere ecologica! E non la si può sciupare giocando con le parole “ecologia”, “fonte alternativa”, “fonte rinnovabile”, “cambiamenti climatici”, “surriscaldamento del pianeta”. Se proprio si vuole dare un contributo alla campagna politica, non si utilizzino risorse e luoghi naturali nell’ambito di aree protette, né di aree di alto valore ambientale-naturalistico! Altrimenti si prende a calci la stessa ecologia! Che il Ministero dell’Ambiente non pensi tanto e solo a salvare il Pianeta, quanto a salvare almeno qualche angolo della nostra Patria! Se per salvare il Pianeta ci dobbiamo giocare questi luoghi, allora forse sarebbe meglio rimandare ad altre scelte coraggiose il compito di farlo. I Parchi Nazionali non sono né devono essere agenzie o aziende turistiche: devono avere il compito primo di salvaguardare le bellezze naturali per cui furono ideati! Quei politici che non desiderano questo e li vedono solo come posti di potere e aree di sviluppo economico lascino le loro “cadreghe” e si diano ad altri compiti loro più consoni. Gravissimo il fatto che per giustificare questo scempio la stessa Regione Basilicata citi ben 33 tra leggi, decreti, deliberazioni, disciplinari per autorizzarlo! Una cosa che solo in un Paese come l’Italia è possibile!!! UNO SCANDALO NELLO SCANDALO! I Parchi Nazionali hanno (dovrebbero avere) una diversa funzione che non lo sviluppo dei territori, né la loro valorizzazione in senso economico, valorizzazione che dovrebbe scendere in seconda se non ULTIMA categoria! Non si può sfregiare il Pianeta con la motivazione che ciò servirà a salvarlo!

Franco Zunino Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

Sab, 17/06/2017 - 13:22
Stampa