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Interventi e commenti Basilicata

piani energetici

Affare energia, possibile che nessuno si sia accorto dell'assalto alla diligenza?

Il Sud si sta trasformando in un cimitero infinito

di Redazione Basilicata24

Stazione elettrica Genzano Stazione elettrica Genzano

Il “Rapporto Svimez 2016 ”, illustrato a Potenza il 13 febbraio presso l’Aula Magna del Francioso, ha messo in luce la crescita degli indicatori economici in Basilicata. Si è evidenziato che i settori trainanti sono stati l’auto, il turismo, l’agricoltura e l’industria culturale. Nella sana tradizione dell’Associazione, sono stati analizzati i dati e le criticità, ricollegabili ad un fragile o inesistente sistema infrastrutturale che richiede immediati interventi. Individuati i settori su cui puntare, è intervenuto il Sottosegretario all’Istruzione De Filippo, il quale si è compiaciuto per aver scommesso, anzi tempo, sulle potenzialità storico-artistiche e del Paesaggio della Basilicata. Alla luce di ciò, però, viene naturale chiedersi:” perché l’ex Presidente De Filippo, dal 2006 al 2012, si è reso complice di uno dei più disastrosi Piani energetici della Basilicata?” Quando i “Conquistadores” cominciarono ad esplorare il Mezzogiorno, l’Architetto Bubbico era sottosegretario al Mise, possibile che nessuno si sia accorto dell’assalto alla diligenza del vento e alle nostre risorse energetiche? Gli effetti di quelle scellerate scelte stanno pregiudicando proprio l’agricoltura, il turismo e l’industria culturale, dov’è la coerenza? Il Sud, come terra di nessuno, sta perdendo la sua identità e si sta trasformando in un cimitero infinito. In tempi in cui non c’era lo Sblocca-Italia, i politici Meridionali, sono stati capaci di distruggere in pochi anni: Paesaggi, fertili vallate e colline con cavidotti, elettrodotti e mega Stazioni Terna, prive di VAS cumulative e autorizzate con progetti, spacchettati ad hoc, per ridurre l’impatto ambientale e i compensi dovuti. Nessun PSR potrà restituire il sogno di un’agricoltura di qualità e innovativa a causa delle ragnatele sotterranee. Tutto ciò, solo per favorire capitalisti rapaci e imprese senza rischio economico. A finanziarle sono le Banche, con la garanzia delle nostre bollette. In merito, viene in mente uno dei fondatori della Svimez, il Governatore Menichella, padre di un Vero Meridionalismo e della legge 36, dove le banche avevano solo un ruolo propulsore delle imprese e non si confondevano con esse per speculare e depredare i territori. Allora, un appello alla SVIMEZ, al mondo Universitario, ai politici e funzionari, rinchiusi nei propri Uffici ad approvare progetti non supportati da sopralluoghi e condivisione con le Comunità territoriali, così come prevede la Conv. di Aarhus: è in atto un’ulteriore colonizzazione, si regalano le nostre risorse alle multinazionali e l’Università non ha fondi! (Le royalties sul vento sarebbero state una risorsa utile, se collegate a progetti a regola d’arte e su terreni marginali!). De Filippo, per onestà intellettuale, ha ammesso che c’è molto da fare, ma non crede agli “Sciamani” e alle soluzioni semplicistiche, invece, dopo tutti i tentativi legali, che tante Associazioni perseguono per salvare la propria Terra, forse gli Sciamani sono l’ultima speranza!

Porzia Fidanza

Mer, 15/02/2017 - 13:15
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