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L'opinione Basilicata

Giornali e Potere. Chi vince, chi perde e chi paga

Strani accordi che non fanno bene al diritto e al dovere d'informazione

di Michele Finizio

Giornali e Potere. Chi vince, chi perde e chi paga

“In Basilicata la libertà di stampa è quella del tipografo?.” E’ un’amara domanda, sull’attuale panorama editoriale in questo lembo di terra del mondo. Una delle caratteristiche fondamentali del giornalismo in cui credo è quella di criticare il Potere, con onestà intellettuale, senza accanimenti pregiudizievoli. Perché la funzione sociale della stampa, in ogni sua forma, non è soltanto informare, ma informare criticamente. E’ noto che il Potere, quando sente il fiato sul collo, quando si sente osservato, è più attento nell’esercitare con ragionevolezza le proprie responsabilità.

Il Potere ha mezzi potentissimi

Qualcuno obietta che bisogna informare sui “fatti buoni e cattivi” e che non è corretto dare addosso al Governo, sia nazionale, sia locale, senza mai informare i cittadini sulle “cose buone che si fanno”. Questa obiezione è molto ingenua. Non deve sfuggire il fatto che spesso il Potere ha mezzi potentissimi per far passare nell’opinione pubblica i suoi messaggi. Ha strumenti costosissimi per influenzare i cittadini e informarli sulle “cose buone che fa”. Televisioni, giornali, radio, libri, web.  Naturalmente, chi gestisce il Potere, non critica mai se stesso, ma si autoesalta e a volte racconta “frottole”.  Nel nostro Paese grazie a Dio esiste un certo pluralismo per cui c’è chi critica il Potere e c’è chi lo esalta. L’opinione pubblica ha una certa quantità di mezzi, anche se magari insufficienti, per farsi un’idea dei fatti. Il Potere, dunque, per sua natura “merita di essere criticato”. In democrazia questo merito, che deve essere riconosciuto e accettato da tutti, è fondamentale.

La Regione diventa editore "agguerrito"

In Basilicata, purtroppo, questo merito è scarsamente riconosciuto. E questo fa piacere naturalmente al Potere. Il quale nel tempo di pochi anni, ha seguitato a costruire una fitta rete di tutele, protezioni, sostegni, relazioni nel mondo dell’editoria e del giornalismo locali. Ma soprattutto ha costruito un proprio sistema editoriale con una serie di piani degni di un gruppo ben “agguerrito”. Un sito istituzionale di informazione, notiziari tv, giornali radio, giornali online, e via dicendo. Tutto questo ha richiesto e richiede l’impegno di un nutrito gruppo di giornalisti.  Un tassello è stato aggiunto in questi giorni, con una strana rassegna stampa online, stampabile come un quotidiano e che riporta, tra l’altro, articoli tratti dai quotidiani locali in edicola. Sembra che questa iniziativa rientri nel quadro di un accordo con la stampa locale finalizzato a forme di sostegno per garantire che i giornali continuino a seguitare nella loro “importante funzione sociale”. Insomma, la Regione fa del bene alla stampa locale e contemporaneamente a se stessa.

A rischio la libertà

Un bene che bisognerebbe evitare perché potrebbe mettere a rischio la libertà di chi scrive sui quei giornali. Non è dato sapere quanto spende la Regione e quanto ci guadagnano le testate per questa “anomala” iniziativa editoriale. Anomala perché con i soldi dei cittadini il Potere costruisce i suoi mezzi di persuasione. Al contrario i cittadini dovrebbero spendere i loro soldi per dotarsi di mezzi capaci di criticare il Potere. Sembra che  stia accadendo qualcosa di grave. Se compro un giornale, voglio essere informato possibilmente con completezza e senza omissioni, e magari capire meglio alcuni fatti che il Potere mi racconta in un certo modo. Se voglio sapere le “cose buone” che la Regione fa, accedo ai mezzi di informazione che la Regione ha già e che io pago. Se voglio formarmi un’opinione sulle “cose cattive” accedo ad altri mezzi. Il problema è che questi altri mezzi si riducono sempre più in numero e in diffusione. E allora è il Potere, come al solito a prevalere. Sono certo che questa nuova iniziativa editoriale non scalfirà in alcun modo l’autorevolezza della stampa locale che purtroppo è costretta ad andare col cappello in mano per ragioni di crisi ben note. Ci aspettiamo nei prossimi giorni una stampa ancora più critica nei confronti del Potere.

(Pubblicato sul numero 7 del settimanale d'inchiesta Basilicata24 in edicola da sabato 8 ottobre)

Lun, 10/10/2011 - 21:30
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