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L'opinione Basilicata

Si apra un caso nazionale "Basilicata"

E' il momento di capire chi finge e chi fa davvero

di Michele Finizio

Si apra un caso nazionale "Basilicata"

Per creare idee false occorre una mente originale. Oggi scopriamo che la Basilicata è governata da menti originalissime. Il presidente De Filippo, dopo anni di soccombenza (o compiacenza) ai petrolieri i quali hanno fatto i comodi loro a discapito del territorio, alza la testa. Come il gallo sul campanile che mostra carattere soltanto quando non c’è vento. “Se le estrazioni di petrolio in Basilicata producessero occasioni di lavoro essenzialmente per aziende e addetti non lucani sarebbe il paradosso», scrive il governatore lucano. «Riteniamo che Total Italia - dice - per i lavori necessari all'entrata in produzione del giacimento di Tempa Rossa, debba sfruttare tutte le opportunità offerte dalla legge per privilegiare imprese e lavoratori lucani…” Ho capito bene? Sarebbe il paradosso! Quel condizionale la dice lunga. Ricordo che i petrolieri da venti anni sono in Basilicata senza creare sviluppo e lavoro. Hanno ragione gli ambientalisti nel dire che De Filippo avrebbe fatto bene a chiedere più garanzie per l’ambiente e la salute. Avrebbe fatto bene a spiegare perché non parte l’indagine epidemiologica retrospettiva per capire perché i lucani stanno morendo di tumore.

Vuole fare il ministro

Ma lui, il presidente, vuole fare il ministro, perciò deve dimostrare al mondo intero, e soprattutto ai suoi interlocutori romani, che la Basilicata è ben governata. Il mondo intero, spesso ci casca. Speriamo che non continuino a cascarci i lucani. Ma capita un fatto “grave”. La Basilicata va sulla televisione nazionale per la vicenda Fenice. Un dramma per chi vuole fare il ministro. Tutta l’Italia scopre una Regione tutt’altro che zucchero e panna. Bisogna intervenire. A poche ore scatta l’operazione pulizia. Gli yes man di turno ci vanno di mezzo, giustamente, e come al solito. Chi ha governato e ancoragoverna, ha una mente originale per creare idee false. I capri espiatori erano già pronti da un pezzo, stipati nelle stalle dorate dei loro uffici. La Regione, che ha coperto le nefandezze di questi anni, è addirittura parte lesa. La cosa sarebbe più credibile se esistesse il reato di autolesionismo. Parte autolesa. 

Le mani dappertutto

Che dire di quell’assessore e di tutti gli altri politici, di maggioranza e di opposizione, che a quanto pare agivano da esperto navigati nel mercato nero del consenso? Per noi, nulla di nuovo. Sappiamo come funzionano certe assunzioni e certe carriere. Lo abbiamo denunciato più volte. Di gente come quei politici, che in venti anni di gestione del potere di problemi non ne ha risolto uno, che sia uno, ce n’è tanta. In questa settimana ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori. Adesso, finalmente, abbiamo messo a fuoco i due lati della medaglia. Da una parte certi politici che sono degli autentici innovatori: infatti le loro bugie sono completamente diverse da quelle di un anno fa. Dall’altra un esercito di yes man che porta la benda e il bavaglio con dignità: gente rispettabilissima per carità, ma solo per carità.

Un’intera classe dirigente indigeribile

Indignarsi non basta. Ed è inutile fare appelli ai cittadini lucani, indistintamente, perché si ribellino a questo malaffare. Occorre distinguere. Ci sono decine di migliaia di cittadini, forse centinaia di migliaia, che non possono indignarsi, né possono contestare questo sistema politico malato. Sono quelli che hanno ottenuto favori e privilegi. Sono quelli che sono stati assunti all’Arpab o altrove, promossi dirigenti alla regione o altrove. Sono quelli che hanno ricevuto favori per quel contributo o per quella pensione. Sono loro, e tutti i loro parenti, padri, madri fratelli, sorelle. Sono quelle imprese che campano sotto la protezione degli ambienti politici di questo o di quel personaggio. Sono quelli che, egoisticamente e stupidamente, alimentano il sistema che ci sta schiacciando. Ma rimane una bella fetta di gente che ancora è libera di indignarsi e di ribellarsi. Purtroppo non possono farlo le bambine e i bambini, i vecchi. Ma possono farlo i ragazzi, i giovani, tutti gli altri cittadini che hanno vissuto nella legalità e nella correttezza. Ma a loro deve dare una mano l’informazione. Una stampa libera oggi serve anche a sostenere chi vorrebbe finalmente mandare a casa una classe dirigente indigeribile.

Tutto potrebbe essere più semplice

Tutto sarebbe molto più digeribile, se questa classe cosiddetta dirigente, andasse a casa con le proprie gambe. La Giunta regionale dovrebbe dimettersi. Tutta intera. Senza scuse. Anche chi magari non ha alcuna responsabilità in questo sistema di malaffare. I Consiglieri regionali di opposizione, se sono di opposizione, dovrebbero consegnare le dimissione nelle mani del presidente Folino, ed aprire un caso nazionale “Basilicata”. Per dimostrare al mondo intero che i lucani sono capaci di non fingere, perciò sono capaci di essere ciò che davvero sono: gente per bene, incappata nell’inganno di una classe dirigente finta. Per favore lasciateci respirare e digerire.

Ven, 14/10/2011 - 11:15
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