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L'opinione Basilicata

Affidereste a Dracula la direzione generale della Banca del sangue?

I pasticci della politica

di Michele Finizio

Affidereste a Dracula la direzione generale della Banca del sangue?

Raccolgono l’acqua col cucchiaino mentre diluvia a dirotto. Mi sembra questa la descrizione più appropriata della situazione lucana dell’ultima settimanaHanno insediato il Tavolo della “trasparenza” su Fenice. Il tavolo sarà coordinato dal presidente della Regione Basilicata, insieme con gli assessori regionali all’Ambiente e alla Salute dal presidente della Provincia di Potenza e dai sindaci dei Comuni del Vulture-Melfese. A questi si aggiungono dirigenti regionali, rappresentanti di associazioni ambientaliste, e un’altra pletora di persone. Mi chiedo che cosa ci si può aspettare da un contenitore istituzionale che funzionerà come un’assemblea di quartiere, dove tutti diranno la loro e dove tutti difenderanno le loro prerogative. Più che un tavolo è una tavolata lunga un chilometro, di quelle da guinness dei primati, dove la trasparenza va a farsi fottere.

Trasparenza e trattorie.

E già. Perché la trasparenza, miei cari, non è un aggettivo, ma un sostantivo. La trasparenza è chiara identificazione delle responsabilità, è limpida rappresentazione delle azioni e delle decisioni, è oggettivo riscontro dei fatti. A quel tavolo siederanno i massimi rappresentanti dei responsabili dei disastri di questi anni. Gli stessi che hanno occultato dati e informazioni, gli stessi che hanno assunto atteggiamenti ambigui e inquietanti sui temi ambientali. Allora a che serve questa tavolata? Serve, serve. Si tratta di un metodo più volte adottato nella storia politica della Basilicata. Un metodo utile a fingere la partecipazione nelle decisioni. Ma soprattutto utile a dilatare le responsabilità delle scelte in un’area vasta di ruoli, funzioni e rappresentanze in cui ci sono tutti e nessuno. Un metodo spesso utilizzato dopo che i veri responsabili delle nefaste azioni e decisioni hanno ormai null’altro da fare che far cadere il mazzo per terra e ricominciare la partita. Imbroglioni di professione i quali, quando devono nascondersi e coprirsi, organizzano tavolate pletoriche. Quando, invece, devono spartirsi territori e consenso, devono assumere decisioni dagli effetti pesanti per i cittadini, si ritrovano nella trattoria intorno a un tavolo con quattro coperti. Insomma, siamo di fronte alla solita pagliacciata lucana.

La Commissione d'inchiesta su Fenice

Un altro pasticcio si sta cucinando con la nomina della Commissione d’inchiesta sul caso Fenice. Una delle vicende più ridicole di questi ultimi anni. A che cosa serve un’inchiesta svolta dal Consiglio regionale? A quali conclusioni potrà arrivare? Esistono due possibilità: nessuna conclusione, oppure la determinazione che tutte le responsabilità sono da attribuire all’Arpab e a Fenice. Nel frattempo litigano tra loro. La Commissione è già diventata luogo di polemica politica. Stiamo a perdere tempo. Intanto pagheremo in soldi veri le spese di questa nuova allegra compagnia.  I cittadini attendono molto più seriamente le decisioni della Magistratura. E vogliono sapere come la politica intende affrontare concretamente tutta la questione ambientale in Basilicata.

Le lacrime di coccodrillo

Nel circo della politica in questi giorni è di scena un altro indecoroso spettacolo. Il sindaco di Potenza che versa copiose lacrime di coccodrillo per la situazione di emergenza rifiuti in cui si è cacciata la città da lui amministrata ormai da parecchi anni. Scopriamo l’acqua calda degli interessi di natura politica sulla materia dei rifiuti, scopriamo l’acqua calda dell’inquinamento della discarica di Pallareta e della saturazione delle altre discariche. Dalle lacrime del sindaco di Potenza, scorre la storia di una classe politica regionale arraffona, ambigua, incapace di risolvere i problemi della Basilicata, ma molto capace di creare disastri.  Nel frattempo leggo un dispaccio di agenzia:In Val d'Agri la''situazione è sotto controllo con valori chimici nella norma per una zona che comunque è passata da rurale a industriale in relazione alle estrazioni del petrolio.” Sono questi alcuni dei passaggi delle analisi effettuate da Metapontum Agrobios dal 2000 al 2010, e illustrati stamani dal direttore del dipartimento di chimica dell'ente di ricerca, Achille Palma, nel corso della riunione della terza commissione consiliare permanente del Consiglio regionale. Mi viene da ridere. Anche con Fenice e con il Pertusillo e con il Basento era tutto sotto controllo. Si, sotto il controllo dei soliti noti. Che dire.  Mi sembra che la Basilicata sia come quella banca del sangue il cui direttore generale è dracula.                                                                                                              

Dom, 30/10/2011 - 09:25
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