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Le inchieste in edicola Basilicata

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Lolitismo. Corpi violati per una ricarica telefonica

Siamo stati a Venosa e a Potenza. Ragazzine inconsapevoli

Lolitismo.  Piccole donne che si prostituiscono per un telefonino E’ passato un anno dal famoso serviziodelle Iene, Italia1, che  ha mostrato giovani adolescenti che si prostituiscono con compagni di scuola e conoscenti in cambio di ricariche di cellulari o per comprarsi la cintura di Gucci piuttosto che l'I-Phone.  Dopo i riflettori delle Tv e dei giornali nazionali, abbiamo deciso di utilizzare le nostre lampade tascabili per fare un giro in Basilicata. Siamo stati dove abbiamo i nostri ganci:  a Potenza e a Venosa.

Abbiamo capito che qualcuno deve fare molta più attenzione. E che i controlli delle forze dell’ordine devono concentrarsi soprattutto nei luoghi meno sospettabili. Anche se non è facile distinguere tra prostituzione e petting tra ragazzini. Ma andiamo per ordine.

Bastano dieci euro

C'è chi si prostituisce per comprarsi il telefonino di ultima generazione ma spesso basta una bella ricarica telefonica per avere un rapporto orale con una ragazzina, come abbiamo scoperto a Venosa. Lo fanno con ragazzi più grandi di loro. Anche con più ragazzi contemporaneamente. A volte bastano 5 o anche10 euro. E’ possibile agganciarle in un club qualsiasi, che si presenta al pubblico, anzi agli iscritti, con l’ingenuità del locale per il passatempo. Oppure basta conoscere il posto dove si fanno trovare. Magari dalle parti di discesa Capovalle, centro storico,  o nella periferia est sempre a Venosa. La soglia del pudore è al di sotto della decenza. Tutto è normale. C’è chi si fa solo toccare in cambio di una ricarica telefonica di 5 euro. Chi tocca è gente più vecchia, diciamo intorno ai quaranta e anche ai cinquanta.

Dicono che sono fidanzati

Se arrivi all’improvviso nei posti delle lolite e scopri che qualcuno sta facendo sesso, è difficile stabilire se si tratta di prostituzione o di un gioco d’amore tra fidanzatini. I maschi di solito sono maggiorenni, alcuni anche trentenni, ma soprattutto 20enni. Tu fai delle domande e loro ti rispondono che ai fidanzati non è proibito fare sesso. Però lei, 14-15 anni, già fidanzata! Una che non sembra essere alle prime armi.

A Potenza vali se hai un vestito firmato

I genitori spesso hanno paura che queste ragazzine bevono oppure fumano o si drogano. Niente affatto. Si prostituiscono e magari fumano solo sigarette. Quando lo fanno di sera, e magari ritardano a casa, si travestono da donne mature. Ma spesso fanno tardi a casa dopo aver finito la giornata a scuola. Aspettano nei dintorni, le riconosci perché sono solo loro, in due o magari in tre. Non capisci che ci fanno. I Pullman sono partiti, il portone è chiuso. Lanciano dei segnali e spesso c’è chi li raccoglie, uomini molto più grandi di loro, a bordo di auto che lasciano capire di soldi. IL pomeriggio è appannaggio delle studentesse pendolari.  Ma è di sera che più facilmente si fanno trovare nei loro posti. Parco dell’Europa Unita, Poggio Tre Galli, è uno dei luoghi che ci hanno segnalato. Ma anche dalle parti del liceo classico, o in alcuni vicoli del centro storico. Ma perché lo fanno? “A Potenza vali se hai un vestito firmato” ci dice Antonella. E’ quasi una metafora. I locali, i bar, sono luoghi nei quali è possibile che qualche ragazzina, con la tecnica di una donna di alto bordo, riesce a rimorchiare l’uomo maturo che ha dei soldi o che può fare dei regali. Per carità, il fenomeno è molto limitato, ma esiste.

Una decina di scatti,  20 euro

 “Vanno con gli adulti più spesso di quanto si possa immaginare” ci dice Antonio, un ragazzo di 19 anni che conosce bene il mondo potentino dei giovanissimi. “Lo fanno per sentirsi importanti, per snobbare quelli della loro età che definiscono moccolosi .” Sarà, ma gli altri ci raccontano che lo fanno per soldi. Ci sono delle cose che non si possono comprare con i soldi della paghetta. Non sempre è necessario fare sesso, ci sono uomini a caccia di fotografie. Basta una foto nuda, o farsi fotografare all’istante in pose erotiche, per avere in cambio anche 20 euro.

 

Chi sono queste ragazzine?

A Venosa, ci siamo trovati di fronte a storie di ignoranza. Ragazzine appartenenti a famiglie  povere o che vivono un disagio economico, ma anche culturale. Sognano di vivere come le starlette della televisione. Si comportano da adulte, eppure hanno 15 o 16 anni. Fumano sigarette e bevono birra, con una disarmante normalità. Però non tutte sono così. Sembrerebbe che altre lolite non se la passano proprio male economicamente in famiglia. Sarebbero quelle che puntano a regali più costosi. Anche se, un nostro confidente, ci ha parlato di ragazzine che fanno sesso in cambio di un giro in macchina con finale di cena in un bel locale alla moda nei paraggi della città. A Potenza, oltre le pendolari, che ci sono sembrate ragazzine normalissime, le storie riguardano lolite di ogni ceto sociale. A prevalere sembra essere il desiderio di avere oggetti all’ultima moda, “di apparire ricche e famose”.  Praticamente si vogliono permettere "il superfluo", beni di lusso o semplicemente per trasgredire, come altri farebbero con la cocaina.

I genitori cadono dalle nuvole, non sempre.

Esiste un dramma, un dramma che si consuma dentro le famiglie. E’ la commedia delle domande senza risposte. Delle paure senza coraggio. Ragazzine che hanno una borsa firmata, che si presentano a casa con un telefonino nuovo, o con un vestitino griffato. Ragazzine che non chiedono soldi per ricaricare il telefono o per uscire la sera in pizzeria. Queste ragazzine non destano alcun sospetto nei loro genitori? Spesso si. E allora scattano le domande, ma le risposte, seppure improbabili, bastano ad alleviare le paure. Si tratta di genitori che non vogliono andare a fondo, che hanno paura di scoprire una terribile verità. E sbagliano, perché la figlia si può ancora salvare. Altri genitori, come ci ha confermato una testimonianza, sanno che la ragazzina ha dei soldi la cui provenienza non è certa, ma fanno finta di niente, perché hanno bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena. Il nostro gancio di Potenza, ci racconta di un padre che ha pedinato la figlia per due settimane. Ha scoperto che andava in macchina con persone adulte. Quella sera l’ha picchiata a sangue. Bella risposta inutile per coprire le proprie responsabilità.

L'inchiesta è sul numero 5 di Basilicata24, in edicola da sabato 24 settembre

 

di Stanislao Slao
Dom, 25/09/2011 - 18:36
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