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Inchieste Basilicata

Avis Basilicata, fatture sospette e affari di famiglia
Il monopolio del sangue

Avis Basilicata, fatture sospette e affari di famiglia

Rincari anomali nei bilanci e doppi incarichi per dirigenti

Il 18 settembre 2014 la dottoressa Maddalena Berardi, dirigente Asp, autorizza il dottor Canio Volonnino (responsabile del centro trasfusionale dell’ospedale di Lagonegro) a svolgere un incarico di supervisione presso l’Avis Basilicata,

 riportando per iscritto che non sussisterebbero cause né d’incompatibilità né di conflitto d’interesse. L’incarico ulteriore con l’Avis Basilicata sarebbe partito dal 1 ottobre 2014 per 2mila euro lordi mensili: parte il monopolio del sangue – un unico dirigente sanitario che si occuperà contemporaneamente, con due retribuzioni pubbliche per mansioni similari, sia del sangue raccolto presso l’ospedale sia di quello raccolto dall’Avis.

  

Gli 'affari' dei Volonnino con l’Avis Basilicata. Un’altra Volonnino, la dottoressa Mariateresa, sarebbe già stata consulente dell’Avis nel 2013, infatti all’ 1 agosto 2013 risale la seconda richiesta di liquidazione delle prestazioni da lei offerte all’Avis Basilicata: 4.530 euro. Sempre nello stesso anno all’Avis Basilicata arrivano le fatture dello “Studio Ingegneristico Volonnino”, che nel luglio 2013 emette fattura per chiedere all’Avis il pagamento di 1.200 euro per le spese in materia di sicurezza delle sedi Avis relative al periodo maggio-giugno 2013. Analoga fattura, sempre del medesimo studio ingegneristico, risulta per il periodo gennaio-aprile 2013, per l’importo di 1.200 euro. Sembrerebbe che oltre a queste spese per la sicurezza, sarebbero stati spesi altri 5mila euro per l’accreditamento strutturale, accreditamento che come vedremo più avanti non è mai arrivato anche se la Regione Basilicata pare abbia stanziato per lo stesso, 480mila euro.

All’approvazione del bilancio 2013 qualcuno parlò di “intimidazione mafiosa”, poi il silenzio. Nel dicembre 2013 durante l’approvazione del bilancio qualcuno disse "no", volarono parole grosse e poi stranamente la quiete. Il 17 dicembre 2013 si riunì il consiglio regionale Avis Basilicata per approvare, tra tanti punti, anche il bilancio preventivo 2014, nonché il verbale della seduta precedente. Dopo la relazione del tesoriere Salvatore Romano sul bilancio previsionale 2014, il consigliere Vito Cilla si astenne perché voleva che il bilancio fosse consegnato ed illustrato prima e meglio al fine di approvarlo consapevolmente. Anche il consigliere Nicoletta Boccarelli condivise il parere di Cilla, così il consigliere Emanuele Landro propose incontri più frequenti del consiglio che evitassero queste situazioni. Analogamente anche il consigliere Michele Arenella chiese in quella sede maggiore trasparenza. Cilla propose il rinvio di una settimana al fine di studiare il bilancio e, stando a quanto riportato nel verbale, il direttore sanitario presente, Mario Procida abbandonò la stanza. Alla fine il bilancio venne approvato con 5 voti favorevoli e 4 contrari. Il punto successivo verteva sul duplice incarico, e quindi l’incompatibilità, ricoperto all’epoca dal presidente della fondazione Avisper, situazione che richiedeva una nuova nomina. Una parte del consiglio regionale Avis (quella che aveva approvato il bilancio) propose per l’incarico la dottoressa Sassano ma il consigliere Boccarelli propose in opposizione la nomina del consigliere Cilla, avisino di lunga storia. Secondo la Boccarelli, la Sassano non era il candidato ideale perché: “avrebbe percepito dall’associazione cifre per 30mila euro per lavori copiati parzialmente da internet" oltre ad altri lavori finanzianti senza delibera. La Boccarelli continuò chiedendo lumi sulla vicenda affermando che se si fosse arrivati alla nomina della Sassano avrebbe mandato alle sedi comunali dell’Avis tutta la documentazione in suo possesso. Stando sempre al verbale, arrivò la replica dell’attuale presidente dell’Avis Basilicata - Rocco de Asmundis- che definì l’atteggiamento del consigliere Boccarelli: “un’intimidazione mafiosa”. Dopo tentativi di distensione, appariva comunque chiaro che all’interno dell’Avis vi fosse una guerra in corso che poco aveva a che fare con la ragion d’essere dell’associazione.

Il doppio ruolo dell’ex-tesoriere Avis, Salvatore Romano. C’è una cooperativa che compare tra i fornitori dell’Avis Basilicata, è la Hemotrans International Srl, con sede a Napoli e Avigliano. Desta attenzione la fattura n.41 del 2013, per un importo di 34mila euro per la foritura, da parte della Hemotrans all’Avis Basilicata, di emoteche e kit trasfusionali, pare neanche omologati e realmente ricevuti. Ennesima coincidenza è leggere del dottor Salvatore Romano che compare come segretario anche nel verbale dell’assemblea dei soci della Hemotrans srl, quando il primo giugno 2013 si decreta l’aumento della riserva straordinaria disponibile della srl.

L’Avis comunale di Potenza evidenziò gli strani rincari del bilancio regionale. Il 19 giugno 2013 l’Avis comunale di Potenza scriveva una lettera dettagliata al presidente dell’epoca, Nicola Todisco, affermando che il bilancio consuntivo 2013 rispetto a quello del 2012 presentava forti aumenti di spesa in alcune voci: 35mila euro in più per i costi carburante di medici ed infermieri nonostante le donazioni fossero passate da 30.880 a 30.840, incongruenze sulle donazioni alle Avis comunali che ufficialmente ammontavano da bilancio a 861mila euro mentre da calcoli precisi ammonterebbero a 726mila euro, quindi una differenza nei computi di 134mila euro, i costi per le assemblee nazionali passati da 3.796 euro nel 2012 a 23.733 nel 2013, quindi un aumento del 500%. Aumentati i costi del funzionamento del consiglio regionale Avis, passati da 8mila a 16mila euro nonostante l’invariato numero di consiglieri; le spese di manutenzione sede passate da 11.566 ad oltre 84mila euro; 33mila euro di spese telefoniche a cui se ne aggiungono 1900 di soli cellulari; raddoppiate le spese amministrative da 6.300 a 12.399 euro così come i costi assicurativi da 21mila a 50.181 euro. La lettera dell’Avis comunale di Potenza, non firmata ma protocollata al n. 161 – 19/06/14, accenna anche ad un prestito effettuato dall’Avis regionale alla PM Volley Potenza, del quale l’Avis potentina chiede ragguagli.

Il bilancio 2013 dell’Avis Basilicata è 5 volte quello dell’Avis Veneto. Il bilancio 2013 dell’Avis Basilicata è stato pari a 4.070.000 euro, di cui la maggior parte derivanti da rimborsi pubblici – regionali; Avis regionali come quella del Veneto, che ha 140mila soci (quasi sei volte quella lucana ), ha un bilancio di 750mila euro e pubblica on-line tutti i suoi bilanci sociali mentre l’Avis lucana è ferma alla pubblicazione on-line del bilancio sociale 2010. L’ex presidente Nicola Todisco si è dimesso nel novembre 2014 per i ritardi regionali sull’accreditamento dell’associazione, motivazione condivisibile, su cui però le autorità dovrebbero far luce perché qualcuno sull’Avis e sul futuro business dell’accreditamento ha forse battuto cassa. Lamentele sono giunte anche da alcuni iscritti circa i “cognomi famosi” destinatari dei posti messi a bando per il servizio civile. La Procura di Brindisi ha ipotizzato un anno fa, per l’Avis locale, un giro truffaldino volto a gonfiare i rimborsi regionali sulle prestazioni trasfusionali. Invece in Basilicata qualcuno ha dissanguato la reputazione dell’Avis e delle casse regionali?  Giorgio Santoriello

Mar, 03/02/2015 - 18:25
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