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Editoriale Basilicata

"Potenza è una città senza palle"

di Michele Finizio

Michele Finizio Michele Finizio

La città di Potenza è sull’orlo del nulla. E sono ottimista. Amministrata da non si sa chi. Forse da una maggioranza variabile all’infinito o anche da una minoranza potente e finita

Un teatrino dai contorni foschi e tragicomici. In scena un coacervo di micro interessi infilato nel gomitolo di grandi interessi. Rincorsa continua verso i soldi e il potere, con inciampi frequenti e imbarazzanti. Il risultato di questa caciara non può che essere ciò che è sotto gli occhi di tutti: l’immobilismo. Ore, giorni, mesi, anni a discutere, si fa per dire, di equilibri politici, di ricongiunzioni tra vecchi nemici e nuovi amici. Mesi di “fatica” per mantenere un’Amministrazione fine a se stessa. Mesi di litigi, colpi bassi, inganni. Lo spettacolo offerto dalla politica è stato ed è penoso, grottesco e, per certi aspetti, ignobile. Tutti hanno tradito tutti. E i cittadini, ingannati alla luce del sole, rispondono con la rassegnazione tipica di una città senza palle. La dimensione della Polis, la partecipazione dei cittadini alle sorti della città, sono macerie. Il dibattito politico, quello che si fa nelle piazze, nei luoghi pubblici, è inesistente o quasi. Studi professionali e abitazioni private sono i luoghi preferiti non per discutere, ma per decidere. Decidere cosa? Niente. O meglio, per decidere come posizionare l’una o l’altra consorteria in Consiglio o in Giunta. Per scegliere i portabandiera di questo o di quel capo corrente. Per salvaguardare gli equilibri interni ed esterni a partiti che ormai sono sigle senza arte né parte, senz’anima né cuore. E’ un via vai di servitori che cercano un padrone e di padroni a caccia di servitori. E tutto questo perché? “Per il bene della città”, naturalmente. Vani appaiono gli sforzi di quelle energie, soprattutto giovani, che esprimono un sano civismo, che cercano di colmare, almeno sul piano sociale e culturale, i vuoti della politica e dell’amministrazione. Per il resto, solo mugugni sui social e su qualche foglio in edicola, con i soliti noiosi argomenti: i biglietti delle scale mobili, il parcheggio in via dei Tali, il bus che ritarda, l’erba alta sotto casa mia, le cacche dei cani nel viale, il muro imbrattato e le bottiglie di birra per terra. Il nulla. Esiste qualcuno in grado di risvegliare l’orgoglio e la dignità dei cittadini? Io credo di sì. Non c’è molto tempo. Dire, come qualcuno ha detto, che Potenza è “una città senza palle e con la lingua tirata a lucido”, è una cattiveria. Però è questo il “pregiudizio”, che serpeggia tra gli stessi potentini, da cui bisogna ripartire. 

Ven, 23/06/2017 - 19:14
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