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Economia Basilicata

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Il 2016 è stato l'anno dei voucher, dati drammatici in Basilicata

Summa Cgil: "Uno strumento che inquina il buon lavoro e che va abolito subito"

di Redazione Basilicata24

Il 2016 è stato l'anno dei voucher, dati drammatici in Basilicata

“I voucher non fanno altro che inquinare il buon lavoro e condannare i lavoratori precari e i disoccupati alla povertà. E’ il momento di dire basta”. E’ quanto dichiara il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa rispetto agli ultimi dati sui buoni lavoro (voucher) inizialmente introdotti nel 2008 per il solo settore agrario e poi gradualmente estesi ad altre categorie produttive. “Da strumento per combattere il lavoro nero, sono diventati strumento di elusione delle norme in materia previdenziale e in genere dei diritti dei lavoratori – dice Summa – I dati, anche per la Basilicata, sono drammatici. Come più volte esplicitato, è necessario un doppio intervento – continua - Indiretto, mediante interventi di politica economica volti a rafforzare i segnali postivi provenienti dall’interno del sistema produttivo locale e a mitigare le cause di strutturale debolezza e diretto, per via legislativa. Occorre superare la fase delle analisi fini a se stesse e sempre uguali, vincere l’indulgenza intermittente verso la condizione del sistema Basilicata, evitare di leggere i dati in maniera episodica e riparatoria a seconda del periodo e aggredire in maniera decisa i problemi che rendono precario e non qualificato il lavoro. Per queste ragioni continuiamo a ribadire l’impegno della Cgil sul versante dei diritti attraverso la proposta di referendum abrogativo che vedrà il Paese impegnato nei prossimi mesi per l’abolizione dei voucher. Il 2017 sarà l'anno dei diritti. Ci aspetta una campagna referendaria che ha l'obiettivo ambizioso di imprimere un punto di svolta alle politiche del lavoro e dare risposte concrete ai fenomeni di disagio e di povertà lavorativa che attanagliano questo paese, unificare il mondo del lavoro e ricostruire la legislazione che è stata oggetto di liberalizzazione e precarizzazione rendendo il lavoro una merce. La nostra lotta è ridare dignità al lavoro. Un cambiamento possibile soprattutto se sostenuto dalla partecipazione democratica, ed il referendum è e rimane il più grande strumento di partecipazione diretta che la nostra Costituzione garantisce La scorsa estate la Cgil è stata protagonista della raccolta firme per la Carta dei diritti e per l’abrogazione del lavoro accessorio così come abusato fino a questo momento; adesso chiediamo a tutto il Paese di supportare con un atto concreto una sfida di progresso e di civiltà, per rendere il lavoro più libero e moderno”.

Gio, 05/01/2017 - 19:44
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