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Cronaca Basilicata

Spazzatura tra i piedi e orecchie da mercanti

di Giusi Cavallo

Rifiuti in via del Seminario Maggiore a Potenza Rifiuti in via del Seminario Maggiore a Potenza

Emergenza rifiuti a Potenza e nell'hinterland. La situazione, sul filo del rasoio, in questi giorni è visibile a tutti. Cassonetti stracolmi, cumuli di sacchetti alla mercè di cani e gatti. Odore nauseabondo

Cronaca di una crisi annunciata. Annunciata e non da ieri. Infatti l'emergenza si affaccia in Basilicata a soli due anni di distanza dall'approvazione del Piano di gestione dei rifiuti. Un piano approvato nel 2002 ma mai attuato. Dal 2004 si è tamponata la crisi a botte di ordinanze regionali con cui si è provveduto a disporre l'ampliamento di discariche dismesse e l'apertura di nuove. Si è lasciata ai margini ogni misura che potesse allontanare per sempre lo spettro della crisi. Raccolta differenziata in primis. Incuranti di quanto prescrivono le normative europea e nazionale. Nel frattempo la piccola Basilicata resiste proprio perchè non ha i numeri di regioni che con i rifiuti se la stanno vedendo scura, come ad esempio la Campania.

La puzza si comincia a sentire. Oggi che il sito di trasferenza di Tito Scalo non accetta i rifiuti del Potentino, tutti i giorni, perchè è pieno, la puzza qualcuno comincia a sentirla. Eppure si sapeva che per fronteggiare la crisi rifiuti in questi anni non è stato fatto nulla come ampiamente documentato sul settimanale "Basilicata24. Il giornale d'inchiesta" in edicola sabato 27 agosto scorso. 

Sindaci incazzati...ma non troppo. Qualcuno, come il sindaco di Brienza, ci dice di sentirsi impotente di fronte ad un problema che è solo "lo specchio di quello che ruota attorno alla politica". Che avrà voluto dire è chiaro. Qualcun altro, è il caso del primo cittadino di Picerno, chiede un tavolo per fare il punto e "risolvere una volta per tutte una situazione insostenibile". Del resto è comprensibile: nessuno vuole la spazzatura sotto casa.

Qual è la soluzione. Per evitare continue emergenze, con il rischio di un collasso definitivo, sarebbe necessario puntare dritti sulla raccolta differenziata (la Basilicata è al 15% ma dovrebbe essere al 60%), attuare una vera gestione integrata del ciclo dei rifiuti realizzando gli impianti già previsti e mai avviati, sottarre quindi alla gestione frammentata e privatistica la partita dei rifiuti ed evitare lo sconsiderato uso e abuso delle discariche. E se qualcuno pensa di fare business sulle spalle dei cittadini lucani nel settore spazzatura abbia la coscienza di cambiare idea.

Ven, 09/09/2011 - 14:50
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