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Editoriale Basilicata

Noi non abbiamo paura. Non ci fermiamo

di Giusi Cavallo

Giusi Cavallo Giusi Cavallo

Tre mesi di gravi minacce a Basilicata24. I bambini non si toccano. L'ultima minaccia è indirizzata anche alle persone a noi più care. 

Ma i fatti sono partiti già alcuni mesi fa. Il 2 novembre scorso, un individuo, sceso da un’auto alla cui guida vi era un’altra persona, ferma per strada Michele Finizio e lo minaccia di morte. L’11 novembre, due individui, forse gli stessi, fermano nuovamente Finizio e gli rivolgono ulteriori minacce. Il giornalista decide di denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica di Potenza, aggiungendo nella denuncia altri diversi e più trascurabili episodi accaduti nell’anno precedente che prendevano di mira la nostra testata giornalistica e Michele Finizio. Il 19 novembre Michele scopre che la sua auto è stata danneggiata da ignoti i quali hanno segnato, probabilmente con un oggetto di ferro, 7 croci sul cofano posteriore e anteriore. Finizio torna in Procura a fare un’integrazione di denuncia. Il 24 dicembre scopre che, sempre ignoti, hanno segnato altre croci sulle fiancate destra e sinistra dell’auto. Nuova integrazione di denuncia e rilievi della scientifica. Il 2 gennaio 2014, scopro un danneggiamento alla mia auto, con due croci segnate sul cofano e alcune sulla fiancata laterale destra, all’altezza dello specchietto. Sporgo denuncia alla Questura. Il 2 gennaio, intorno alle 19, troviamo, infilato sotto la porta della redazione, un messaggio di gravi minacce per il giornalista Eugenio Bonanata, anche in questo caso ci sono immagini di croci. Il 4 gennaio sono a cena da amici, in compagnia di Michele Finizio, in via Cavour. Prima di avviarci controlliamo le auto, come ci avevano suggerito in Questura. Niente di anomalo. Lasciamo gli amici alle 23 e torniamo a riprendere le auto, parcheggiate per tutto il tempo a poche metri dal luogo della cena. In quel posto ci sono bar e negozi, una zona molto frequentata. Mi accorgo che sul cofano anteriore della mia auto sono incise altre 3 croci. Chiamiamo il 112, arriva una pattuglia della Polizia. Il lunedì successivo sporgo nuova denuncia ad integrazione della precedente. Ancora rilievi della scientifica. Ieri 23 gennaio, sotto la mia auto, trovo una busta contenente un inquietante messaggio di minacce contro di me, contro Finizio e contro i collaboratori di Basilicata24. E poi, episodio più inquietante, precise 'attenzioni' su bambini a noi vicini. Affetti a noi vicini. All’interno della busta, inoltre, c'era un accendino. Stamane, 24 gennaio, abbiamo quindi deciso di denunciare il fatto a chi di competenza e di rendere pubblico quanto avvenuto finora. Che dire? Intanto lanciamo noi un messaggio a questa gente. Siete dei vigliacchi, ancora più vigliacco chi vi manda. Noi restiamo qui. Non ci intimidiscono le vostre minacce. Anzi, le vostre minacce ci incoraggiano a continuare. Quindi siete anche degli stupidi. Non abbiamo mai voluto rendere pubblici questi episodi, ma forse adesso è il caso. Perché i bambini non si toccano. E tanto perché si sappia e perché magari qualcuno veda che non siamo soli. Non siamo soli vero?

Ven, 24/01/2014 - 18:56
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