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Interventi e commenti Basilicata

Fidanzatini di Policoro: faranno sparire anche la salma di Luca?

L'accorato intervento di Antonio Forcillo portavoce del Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto

di Redazione Basilicata24

Luca Orioli Luca Orioli

Quando negli anni '80 studiavo all'Università di Pavia, abitavo in una casa con altri studenti di medicina. Uno di essi, che chiamavamo Humphrey Bogart per i suoi modi e le somiglianze con il grande attore americano, era Luigi di Avetrana. Avetrana, la bella cittadina jonica in provincia di Taranto, divenuta tristemente famosa per il caso Scazzi, da noi studenti scherzosamente ribattezzata, all'epoca, "la Las Vegas del Sud".


Nei periodi natalizi, infatti, l'allegra comunità giovanile di Avetrana era solita essere pervasa da un gioioso e irrefrenabile fermento, fatto di tombolate e giochi a carte, che si protraevano fino al mattino presto in decine di garages tra panettoni, dolcetti natalizi e spumante.


In quei periodi ebbi modo di conoscere tanta brava gente avetranese, di una cordialità e ospitalità unica, rimasta in me fortemente impressa e senz'altro ferita a morte dall'accanimento terapeutico che i mass media le hanno inferto in questi ultimi tempi a seguito del clamore per l'omicidio Sara Scazzi, che ancora stenta a placarsi.


A poche decine di chilometri da Taranto c'è Matera, dove i clamori nazionali del Quarto Potere, che invece qui  servirebbero almeno per un'infinitesima parte, sono rigorosamente tenuti alla larga da un sistema di occultamento mediatico creato 'ad hoc' per questo genere di necessità. Ne è purtroppo testimonianza il caso dei "Fidanzatini di Policoro", unico al mondo per quantità di depistaggi e insabbiamenti, probabili vittime di un duplice omicidio che la Procura di Matera vuole a tutti i costi archiviare facendolo passare per "incidente" da esalazioni da monossido di carbonio. Le salme dei due giovani di Policoro, riesumate quasi un anno fa per la seconda volta, sono state nuovamente riseppellite dopo l'effettuazione della seconda autopsia da parte del Prof. Francesco Introna, che alle riesumazioni è solito affermare che "i cadaveri parlano". Possibile che Luca e Marirosa si siano espressi in un'altra lingua?Di Luca, alla seconda riesumazione, non sono stati trovati gli organi interni, l'osso ioide e i vestiti che indossava la sera del decesso, con le possibili tracce di Dna estraneo. Pare che questi ultimi siano stati ritrovati, non si sa bene come, a Roma solo pochissimo tempo fa. E la Procura di Matera, nonostante queste ulteriori aberrazioni, forse si sta già accingendo come tante altre volte a chiedere la definitiva archiviazione del caso.


Alcuni validissimi inquirenti e giornalisti che qualche tempo fa dei Fidanzatini si sono occupati, sono stati da questa Procura letteralmente "massacrati", così come riteniamo possa capitare a quei pochi giornalisti che in questi giorni stanno tentando di evidenziare le grandi assurdità legate a questo caso. Per protesta, noi Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto assieme ad Olimpia, mamma di Luca e nostra conterranea nonché Presidente Onoraria, ci siamo incatenati davanti al cimitero di Policoro per opporci alla decisione scellerata del pm e del prof. Introna di "licenziare ritumulandole" le salme dei due giovani.  Che infatti due giorni fa sono state riseppellite.


Il nostro timore è che qualcuno stavolta possa far sparire definitivamente l'intera salma di Luca, con tutto il suo prezioso "carico" di informazioni, prove e depistaggi. Se ciò dovesse accadere, non sarà per noi difficile sospettare, a quel punto, che ad architettare il tutto sarà potuta essere la fatidica Procura di Matera, al centro stavolta di una quantità impressionante di sospetti per intrecci di connivenze criminali e mafiose. Sospetti che, se non opportunamente evidenziati dai mass media nazionali, saranno ben altra cosa rispetto ai "macigni" che la stessa Procura sarà invece capace di "costruire a tavolino" contro di noi. 


Ai mass media d'Italia chiediamo di accendere qualche lumicino, spostando qualche telecamera anche su questa Procura, dirottandola da Taranto a Matera. Vedrete che nel riscattare la laboriosa e ospitale comunità di Avetrana, si potrà nel frattempo finalmente dare giustizia anche a Luca, Marirosa, e a tutti quei validi giornalisti e inquirenti ingiustamente "puniti".


Antonio Forcillo Cittadiniattivi Bernalda


  

Mer, 16/11/2011 - 21:29
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