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Cronaca Basilicata

Elisa, la verità sulle coperture e i depistaggi

di Redazione Basilicata24

Elisa, la verità sulle coperture e i depistaggi

Lunedì 12 settembre: 18 anni fa scompariva Elisa Claps. Don Cozzi (Libera Basilicata): l'incriminazione di Danilo Restivo non ci consegna la vera verità

Domenica 12 settembre 1993, a Potenza scompare Elisa Claps. 17 marzo 2010 i resti della studentessa di 16 anni vengono ritrovati laddove la madre aveva sempre detto di cercarla e dove era stata vista per l'ultima volta. La chiesa della Santissima Trinità era stata per diciassette lunghissimi anni la sua tomba. Lunedì 12 settembre 2011. A 18 anni dalla scomparsa e morte di Elisa Claps restano mille interrogativi in coloro i quali non si accontentano di sapere solo quale mano assassina mise fine alla vita di una ragazzina di 16 anni. Quella domenica di 18 anni fa Elisa scomparve nel nulla. E' rimasta nella lista delle persone scomparse “misteriosamente” per 17 lunghissimi anni. Fino al ritrovamento (ufficiale) di un anno e mezzo fa.

Celebrazioni. In occasione del diciottesimo anniversario della scomparsa il Comune di Potenza intitolerà un parco della città ad Elisa. Un'area in costruzione nel rione Macchia Romana. Perchè- come ha sottolienato il sindaco di Potenza- il sorriso di Elisa rimanga sempre vivo nella memoria di ciascuno di noi.Lunedì dunque un ennesimo anniversario, che non può e non deve rimanere semplicemente tale. A distanza di un anno e mezzo dal ritrovamento dei resti della ragazza, nel sottotetto della Santissima Trinità, restano ancora da chiarire molti dubbi. Per quel delitto è stato rinviato a giudizio il potentino Danilo Restivo, attualmente detenuto in Inghilterra a seguito della condanna per l'omicidio della sarta inglese Heather Burnett. In Italia, l'uomo è stato rinviato a giudizio per l'omicidio di Elisa. Il funerale della ragazza, lo scorso 2 luglio e l'incriminazione di Restivo non hanno però chiuso la vicenda. Restano tanti, troppi interrogativi. Li ripercorriamo insieme attraverso la nota dell'associazione Libera Basilicata che riportiamo di seguito.

Chi aiutò l'assassino? Chi tornò in quel sottotetto per sistemare ogni cosa? I numerosi buchi investigativi sono stati solo frutto di negligenza e superficialità o c'è stata anche una chiara volontà di depistare le indagini? Quale vero interesse si cela nel coprire un assassino psichicamente “deviato”?Perché perderci la faccia e il prestigio? Chi ha ritrovato per primo i resti della povera Elisa? Fu un ritrovamento casuale o “indotto” quello del 17 marzo 2010?Ritrovamento pilotato. Sia in un caso che nell'altro perché nessuno pensò di denunciare il ritrovamento alle autorità competenti? Chi ha organizzato il ritrovamento del 17 marzo? Oggi come diciotto anni fa si è ritenuto inutile prendere in considerazione elementi che da subito avrebbero portato alla verità: all’epoca non furono sequestrati gli abiti dell’indagato principale anche se su di essi c’era del sangue, oggi non è stata esaminata la maglia della vittima anche se su di essa – esaminata fortunatamente in seguito – c’era il dna dell’assassino. Solo approssimazione? Solo trascuratezza? O bisogna vederci dell’altro? Tuttavia, sia in un caso che nell’altro, ci sono inquietanti coincidenze.Il mistero continua. Altro che “mistero risolto banalmente”, “fine di una stagione vergognosa” e richieste di “armistizi”, come qualcuno si è affrettato a dire all’indomani del ritrovamento dei resti di Elisa. La vergogna è far finta di non vedere che il mistero continua. La vergogna è continuare (consapevolmente) a coprire quel sistema potente e di potenti che non vuole si arrivi alla verità. La parola fine non si scrive con la matita incolore di un buonismo che archiviando con una pietra da collocare su ogni cosa tende a cancellare le responsabilità di ciascuno; si scrive piuttosto con la penna della verità, si colora con l’inchiostro della giustizia e si dipinge con i colori della dignità e di diritti da restituire a chi se li è visti negare per troppo tempo.

 

 

 

 

 

Lun, 12/09/2011 - 12:01
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