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Cronaca Basilicata

sversamento petrolio

Eni denunciato dai sindaci di Viggiano e Grumento per incidente al Cova

"Atto dovuto di fronte a inquinamento ambientale di enormi proporzioni"

di Redazione Basilicata24

Sindaco di Viggiano con una cartina del Centro oLi (Foto di repertorio Today.it) Sindaco di Viggiano con una cartina del Centro oLi (Foto di repertorio Today.it)

Alla fine i sindaci di Grumento Nova e Viggiano hanno dovuto denunciare Eni per lo sversamento di petrolio da uno dei serbatoi del Cova che, per stessa ammissione della compagnia

 petrolifera ammonterebbe a 400 tonnellate. Il condizionale è d'obbligo di fronte alle sommarie e confusionarie dichiarazioni rilasciate dalla Regione Basilicata e dall'Arpab che qualche giorno fa, in una conferenza stampa, nulla hanno aggiunto rispetto a quanto già dichiarato dall'Eni. E di atto dovuto, in relazione all'esposto contro il Cane a Sei Zampe, ha parlato il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala, in una conferenza stampa svoltasi oggi a Potenza. "Di fronte a un evento di enormi proporzioni- ha spiegato Cicala- acclarato scientificamente, il nostro è un atto dovuto a tutela dei cittadini e per mostrare la schiena dritta degli amministratori locali". L'ipotesi di reato contestata nella denuncia è l'inquinamento ambientale. Intanto ieri il primo cittadino di Grumento Nova aveva emesso nuova ordinanza per vietare l'uso, per qualsiasi scopo, del terreno agricolo vicino al tubo di drenaggio del Centro Oli che arriva in località Fossa del Lupo dove sembra sia stata rilevata, secondo le dichiarazioni di Eni e Regione Basilicata, la contaminazione. E come il più prevedibile dei copioni il sindaco di Viggiano ha anche sottolineato che nell'eventualità di un processo il Comune si costituirà parte civile per il risarcimento di un danno che però al momento, almeno in via ufficiale, non è ancora quantificabile. Il Centro Olio di Viggiano invece resta fermo dopo la sospensione chiesta dalla Regione Basilicata lo scorso 15 aprile. L'iniziativa dei due sindaci, appare ad alcuni osservatori come un presa di distanza dalle mosse, "lente e ambigue", messe in campo dalla Regione Basilicata nella vicenda. Sembrerebbe che alcuni esponenti politici, abbiano tentato di dissuadere i sindaci dall'iniziativa per causa del "rischio chiusura del Cova" con conseguenti ricadute negative sul piano economico e occupazionale. L'uscita dei due sindaci, ad ogni modo, lascia immaginare che la portata dell'inquinamento causato dallo sversamento di greggio, sia ben più vasta e grave di quanto l'Eni voglia far credere.

Gio, 11/05/2017 - 17:08
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